Il buyback di Eni torna in primo piano con l’acquisto di oltre 537 mila azioni proprie a metà settembre 2025, rafforzando così una strategia di capitale che combina ritorni per gli azionisti e investimenti industriali. Nel dettaglio, il 15 settembre 2025 Eni ha acquisito 537.858 azioni a un prezzo medio di circa €14,87 per azione, per un totale vicino agli 8 milioni di euro. Questo movimento è parte di un programma di riacquisto avviato il 20 maggio 2025 che ha finora coinvolto 56,9 milioni di azioni, pari all’1,81% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di circa €808 milioni. Considerando le azioni già in portafoglio, oggi Eni detiene complessivamente 148,5 milioni di azioni proprie, equivalenti a circa il 4,72% del capitale sociale. Questo approccio sottolinea un duplice obiettivo: migliorare gli indicatori finanziari per azione e contemporaneamente investire nella riconversione sostenibile della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi, un progetto che rappresenta la spina dorsale della strategia industriale green dell’azienda.

Dettagli operativi del buyback Eni

Il recente riacquisto di azioni Eni si inserisce in una politica volta a ottimizzare la struttura patrimoniale e a sostenere il valore del titolo. Ridurre il flottante tramite la detenzione di azioni proprie influisce positivamente su parametri come l’EPS (utile per azione) e il ROE (ritorno sul capitale proprio), mantenendo costanti i risultati operativi. Gli acquisti del 15 settembre, pari a 537.858 azioni a circa €14,87, si sommano ai volumi precedenti, confermando un prezzo medio implicito intorno a €14,20 per azione dall’inizio del programma. Con circa 3,15 miliardi di azioni teoricamente in circolazione escluse quelle in tesoreria, la diminuzione di quasi il 5% del flottante rende più robusta la performance per azione e offre una maggiore solidità ai dividendi futuri. Dal punto di vista contabile è importante notare che queste azioni riacquistate non partecipano alla distribuzione degli utili, migliorando il ritorno per gli azionisti che rimangono investiti. Più nel dettaglio, un’analisi recente conferma che il buyback è stato gestito con attenzione al prezzo e alla tempistica, garantendo equilibrio tra il ritorno di capitale immediato e la preservazione della liquidità aziendale. Per ulteriori informazioni sui numeri comunicati, si può consultare l’informativa sull’acquisto di azioni proprie effettuate tra l’8 e il 12 settembre.

Buyback ed espansione della bioraffineria Sannazzaro

Parallelamente all’attività di riacquisto di azioni, Eni ha ricevuto dal Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione per procedere con la conversione parziale della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in una bioraffineria. Il progetto prevede l’applicazione della tecnologia Ecofining sull’Hydrocracker e lo sviluppo di un impianto di pretrattamento per scarti e residui destinati alla produzione di HVO, un biocarburante avanzato. Questa iniziativa rappresenta un passo importante verso la decarbonizzazione del comparto energetico e risponde alle nuove esigenze di un mercato in crescita per prodotti green. L’investimento nella bioraffineria richiederà risorse significative, ma rappresenta un bilanciamento strategico tra spinta agli investimenti sostenibili e ritorni agli azionisti. Infatti, la combinazione del buyback con un progetto industriale a forte valenza ESG rende la strategia di Eni particolarmente interessante per gli investitori che valutano non solo la redditività finanziaria ma anche la coerenza con i criteri di sostenibilità ambientale. Per approfondire gli sviluppi sul fronte industriale e finanziario, si suggerisce la lettura dell’analisi che evidenzia come la strategia di buyback e la crescita della bioraffineria si intrecciano nel percorso di Eni.

Impatti finanziari e prospettive di mercato

La forte concentrazione di azioni proprie, che ammontano al 4,72% del capitale, implica una riduzione del flottante disponibile agli investitori, il che potrebbe aumentare la volatilità nelle situazioni di domanda o offerta intensa. Dal punto di vista finanziario, la spesa di oltre 800 milioni di euro in pochi mesi per il riacquisto dimostra la fiducia del management nel valore intrinseco del titolo, preferendo restituire capitale agli azionisti piuttosto che incrementare unicamente CAPEX o acquisizioni. Tuttavia, l’equilibrio tra buyback e investimenti in progetti verdi come la bioraffineria richiede una governance finanziaria attenta per gestire liquidità e indebitamento. Gli analisti segnalano che la capacità di Eni di completare nei tempi previsti l’ammodernamento di Sannazzaro sarà cruciale per mantenere un rating positivo degli investitori e sostenere il valore del titolo. Inoltre, chi osserva il mercato con interesse dovrà monitorare costantemente il ritmo degli acquisti, i prezzi medi pagati e la performance dei progetti industriali, come riportato anche da una recente sintesi sugli acquisti azioni proprie pari a circa 8 milioni. L’interazione fra questi fattori determinerà il reale valore creato dalla combinazione tra ritorni finanziari e investimenti sostenibili.