Eni torna protagonista sui mercati finanziari e industriali con un duplice segnale: da una parte, un nuovo acquisto di azioni proprie del valore di circa 8 milioni di euro; dall’altra, l’avvio del percorso di trasformazione della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in una bioraffineria, con tecnologie all’avanguardia per la produzione di carburanti a basso impatto ambientale. Questi eventi evidenziano la strategia del gruppo nel bilanciare la creazione di valore per gli azionisti con un solido impegno verso la transizione energetica.
Buyback Eni: dettagli e impatto sul capitale
Il recente acquisto di 537.858 azioni, equivalenti allo 0,02% del capitale sociale, rappresenta una tappa nello programma di riacquisto avviato da Eni il 20 maggio 2025. Finora, la società ha riacquistato oltre 56,9 milioni di azioni, pari all’1,81% del capitale, per un controvalore complessivo di circa 808 milioni di euro, portando la detenzione delle azioni proprie a 148,5 milioni (4,72% del capitale). Questo piano graduale di buyback riflette una gestione attenta della liquidità e un approccio calibrato per sostenere il prezzo azionario senza mettere a rischio la capacità finanziaria del gruppo. Le operazioni di acquisto, infatti, tendono a migliorare utili e patrimonio netto per azione, soprattutto se le azioni sono considerate sottovalutate e il finanziamento avviene a costi contenuti. Proprio questo equilibrio ha suscitato commenti positivi, con esperti che osservano come un buyback ben modulato rappresenti una leva efficace per supportare il titolo nel breve-medio termine informativa acquisto azioni proprie 8-12 settembre 2025.
Progetto bioraffineria a Sannazzaro: innovazione e sostenibilità
Parallelamente, Eni ha ottenuto il via libera ministeriale per la conversione di parte della raffineria di Sannazzaro in una bioraffineria tramite l’adozione della tecnologia Ecofining applicata al processo di Hydrocracking. Il progetto include anche la costruzione di un impianto di pretrattamento per scarti e residui utili alla produzione di HVO, un tipo di biocarburante con emissioni significativamente inferiori rispetto ai carburanti fossili tradizionali. Tale iniziativa si innesta nella strategia di decarbonizzazione dell’azienda, consentendo l’ingresso in mercati regolamentati dove le quote di biocarburanti sono sempre più rilevanti. Pur mancando dettagli precisi su investimenti e tempistiche, la autorizzazione ministeriale rappresenta un passo cruciale per procedere con la fase tecnica e di finanziamento, annunciando una trasformazione industriale orientata a prodotti a minor impatto ambientale e in linea con i trend di sostenibilità Eni buyback e bioraffineria.
Strategia integrata tra investimento e valore azionario
La coincidenza temporale del buyback e del progetto di conversione sintetizza il trade-off che molte grandi imprese energetiche devono gestire. Da un lato, la distribuzione di capitali attraverso il riacquisto di azioni rinsalda il rapporto fiduciario con gli azionisti offrendo un ritorno più diretto; dall’altro, la necessità di sostenere investimenti strategici nella transizione verde richiede risorse robuste e pianificazione attenta. La decisione di Eni di muoversi su entrambi i fronti, secondo osservatori di mercato, conferma una gestione prudente che mira a mantenere una solida generazione di cassa ed evitare un eccessivo indebitamento. Resta da monitorare con attenzione l’evoluzione del programma di buyback e l’avanzamento del progetto della bioraffineria insieme all’eventuale impatto regolatorio, fattori che influenzeranno la capacità del gruppo di conciliare crescita sostenibile e valorizzazione azionaria acquisti azioni proprie circa 8 mln.