Il 15 settembre 2025, Eni ha completato l’acquisto di 537.858 azioni proprie per un valore di circa 8 milioni di euro, con un prezzo medio di circa 14,87 euro per azione. Questo è l’ultimo passaggio di un programma di buyback iniziato il 20 maggio 2025, che ha portato il gruppo a riacquistare oltre 56,9 milioni di azioni per un esborso complessivo vicino a 808 milioni di euro, consolidando una quota di azioni proprie pari al 4,72% del capitale sociale. Parallelamente, si sta consolidando il progetto di conversione della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in una moderna bioraffineria, un segnale chiaro di come Eni combini gestione finanziaria e transizione energetica in un unico percorso strategico.

Dettagli operativi e numeri del buyback

Il recente acquisto ha riguardato una porzione marginale dello 0,02% del capitale sociale, ma il piano complessivo del buyback mantiene un impatto significativo sul flottante e sugli indicatori societari. Con un prezzo medio di acquisto intorno a 14,2 euro per azione dall’inizio del programma, Eni possiede uno stock in tesoreria oggi stimato intorno ai 2,2 miliardi di euro, valutato al prezzo medio recente. Queste operazioni riflettono una strategia di capital management finalizzata non solo all’efficienza finanziaria ma anche alla flessibilità, potendo destinare le azioni riacquistate a cancellazioni, M&A o piani incentivanti futuri. Per approfondire, è possibile consultare l’ultima informativa acquisto azioni proprie 8-12 settembre 2025, dove Eni spiega gli ultimi sviluppi delle operazioni.

Strategia finanziaria e investimenti green integrati

Il buyback su larga scala si inserisce in una logica di ottimizzazione del capitale che mira a valorizzare il ritorno per azionista, tramite l’aumento degli utili per azione residua e una possibile compressione del flottante che sostiene il prezzo. Tuttavia, Eni non si limita a questa gestione finanziaria: contestualmente, l’azienda è impegnata nella trasformazione operativa della raffineria di Sannazzaro in una bioraffineria, grazie al via libera del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il progetto prevede l’adozione della tecnologia Ecofining sull’unità Hydrocracker e la realizzazione di un impianto per il pretrattamento di materie prime seconde per la produzione di biocarburanti HVO, allineandosi agli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità. Chi desidera approfondire l’impatto combinato di queste iniziative può leggere l’analisi su Eni: buyback e bioraffineria crescita, che illustra il valore industriale e finanziario di questa doppia mossa strategica.

Reazioni di mercato e visione futura di Eni

Gli investitori interpretano il buyback come un segnale di solidità finanziaria e fiducia nella capacità di generare flussi di cassa stabili. Allo stesso tempo, la contestuale spinta sugli investimenti green viene vista come una risposta concreta alla crescente domanda di trasparenza e sostenibilità nel settore energetico. Questo bilancio tra restituzione di valore e innovazione industriale si traduce in un posizionamento solido per Eni, capace di coniugare rendimento nel breve termine e credibilità nella transizione energetica. Sul mercato, l’operazione di riacquisto è stata commentata positivamente, come evidenziato in un recente approfondimento sugli acquisti azioni proprie circa 8 mln, che sottolinea come questa dinamica contribuisca a stabilizzare e sostenere il titolo. Andando avanti, la performance del buyback e i progressi sul progetto bioraffineria saranno monitorati con attenzione, poiché rappresentano i due pilastri su cui poggia oggi la strategia complessiva di Eni verso un modello più sostenibile e orientato al valore azionario.