Il 15 settembre 2025 Eni ha consolidato il proprio piano di riacquisto azionario acquistando 537.858 azioni per quasi 8 milioni di euro, con un prezzo medio di circa 14,87 euro per azione. Questa mossa si inserisce in un programma partito il 20 maggio 2025 e che ha già visto la società comprare oltre 56,9 milioni di azioni, pari a circa l’1,81% del capitale sociale, per un impegno totale di circa 808 milioni di euro. Attualmente, Eni detiene 148,5 milioni di azioni proprie, equivalenti al 4,72% del capitale sociale, riducendo così il flottante e rafforzando al contempo la leva finanziaria per azione. Contestualmente, l’azienda ha ottenuto dal Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione per trasformare la raffineria di Sannazzaro in una bioraffineria, dimostrando una strategia che coniuga risultati finanziari immediati e una visione green di lungo periodo.
Dettagli operativi del buyback Eni
L’acquisto del 15 settembre, seppur modesto nello specifico (circa lo 0,02% del capitale sociale), si inserisce in un programma ampio e continuo, che riflette una solida volontà di valorizzare il capitale azionario. Il riacquisto delle azioni ha infatti un doppio effetto: da un lato, diminuisce il numero di titoli in circolazione influenzando positivamente l’EPS (utile per azione) se l’utile netto rimane stabile; dall’altro lato, offre un supporto diretto al prezzo delle azioni sul mercato. Oltre a questo, possedere il 4,72% del capitale in azioni proprie garantisce flessibilità per future strategie finanziare o operative. Tuttavia, come evidenziato da esperti del settore, il buyback deve essere equilibrato rispetto a investimenti strategici fondamentali, soprattutto nei settori in crescita come le energie rinnovabili e i biocarburanti. Per un approfondimento sui recenti dettagli dell’acquisto di azioni effettuato da Eni sono disponibili comunicazioni ufficiali dalla società.
Bioraffineria di Sannazzaro e strategia energetica
Parallelamente alle operazioni sul capitale, Eni ha ricevuto il via libera per iniziare la riconversione della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in bioraffineria, integrando tecnologie innovative come l’Ecofining sull’impianto Hydrocracker. Il progetto prevede anche la costruzione di un impianto per il trattamento di scarti e residui per la produzione di Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), un biocarburante avanzato. Questa iniziativa si inserisce nella strategia più ampia di Eni di trasformare i propri asset tradizionali, rendendoli compatibili con una domanda sempre più orientata verso carburanti sostenibili. Gli investimenti in bioraffinerie contribuiscono a un minor impatto ambientale e a potenziali incentivi normativi, anche se permangono criticità sull’approvvigionamento sostenibile dei feedstock e l’incertezza regolatoria futura. Per un’analisi puntuale sull’impatto che hanno iniziative come questa per la crescita aziendale, l’approfondimento sul connubio tra buyback e bioraffineria offre spunti rilevanti.