Il Bot settembre 2025 segna una svolta importante nel calendario delle emissioni di titoli di Stato italiani. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha annunciato l’1 settembre 2025 un cambiamento strutturale: due nuovi BTP verranno emessi tramite collocamento in sindacato, mentre le aste ordinarie dei BTP a 7 anni e di quelli con scadenze superiori a 10 anni previste l’11 settembre vengono cancellate. Questa decisione, che interessa direttamente il calendario finanziario di settembre, pone interrogativi sull’impatto di breve termine sui BOT e sulla gestione del fabbisogno pubblico.
Emissione nuovi BTP e cancellazione aste
Il MEF ha affidato a un consorzio di sei banche, tra cui Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA, Citibank Europe Plc, Deutsche Bank A.G., J.P. Morgan SE, Morgan Stanley Europe SE e Nomura Financial Products Europe GmbH, il mandato per il collocamento in sindacato di due nuovi benchmark: un BTP a 7 anni con scadenza 15 novembre 2032 e un BTP a 30 anni con scadenza 1° ottobre 2055. L’importo totale non supererà i 5 miliardi di euro (formula no-grow). Di conseguenza, le aste ordinarie previste per l’11 settembre per BTP di analoghe scadenze sono state cancellate. La scelta di questa modalità permette al Tesoro di eseguire l’emissione con una maggiore flessibilità, in funzione delle condizioni di mercato, e di gestire più efficacemente il pricing e la domanda.
Impatto sui BOT e sul mercato a breve termine
Anche se la modifica riguarda sostanzialmente i titoli di Stato a medio-lungo termine, le ricadute investono anche il comparto dei BOT. La cancellazione delle aste può ridurre temporaneamente l’offerta sul mercato secondario, influenzando la liquidità e la dinamica dei prezzi sui titoli a breve. Inoltre, la domanda di investitori istituzionali potrebbe aggiustarsi, spostandosi verso il sindacato per accaparrarsi i nuovi benchmark, con conseguente volatilità sui BOT in calendario all’inizio del mese. I portafogli saranno dunque ribilanciati, e nei giorni successivi all’annuncio potrebbe registrarsi una maggiore oscillazione dei rendimenti a breve termine. È importante per gli operatori e gli investitori monitorare attentamente i futuri sviluppi e i dettagli comunicati dal MEF, in particolare l’esito del bookbuilding e i movimenti sul secondario.
Strategia e scenari futuri
La sindacazione permette al Tesoro di ancorare nuovi punti significativi della curva dei rendimenti, ampliando e rafforzando la base di investitori internazionali. Gli operatori sottolineano come questa soluzione consenta di evitare shock d’offerta associati alle aste e migliori la gestione del rischio di pricing e copertura. Tuttavia, rimane il rischio di dover rivedere tempistiche e dimensioni dell’emissione in caso di condizioni di mercato meno favorevoli, con possibili ripercussioni su spread e volatilità anche per i BOT. Se la sindacazione avrà successo, il Tesoro potrà consolidare due benchmark fondamentali, che contribuiranno a stabilizzare e modellare la yield curve italiana nei prossimi anni. Al contrario, un esito negativo potrebbe obbligare il MEF a ricorrere a aste straordinarie o interventi aggiuntivi, riaccendendo tensioni in tutti i segmenti di scadenza. In ogni caso, il Bot settembre 2025 rappresenta un passaggio chiave nella gestione del debito pubblico e nel dialogo con i mercati finanziari.